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Collaboro dal 1993 con la rivista "Segnocinema". Amo l'appennino pistoiese, l'Aglianico del Vulture, i miei amici. Tengo per il Toro, e sono un lettore pressoché onnivoro. Ho scritto due romanzi, 'Ho una storia per te' e 'L'odore della polvere da sparo', entrambi pubblicati da Edizioni Spartaco.

sabato 3 settembre 2016

Di librai-lettori. Di librai e lettori

Quando ero ancora un ragazzino, nella mia piccola città esistevano almeno un paio di librerie  grandi e fornitissime. Con scaffali che a me parevano enormi e che sicuramente contenevano migliaia di libri. Com'era giusto che fosse, avevano anche bellissime vetrine davanti alle quali io mi incantavo a guardare tutti quei libri e a pensare a quale potesse essere il modo migliore per poterli, un giorno, comprare tutti. E leggerli tutti.

Quasi sempre sporgevo lo sguardo un po' oltre e quasi sempre incrociavo la persona che tra quei volumi si aggirava toccandoli, sfogliandoli, cambiandoli di posto.

Provavo un sentimento misto di invidia, ammirazione, terrore. E mi dicevo che a fare i librai doveva essere davvero una bella fortuna. Avrei potuto chiedere al diretto interessato se davvero fosse così. Ma, come già detto, accanto all'invidia e all'ammirazione provavo anche un pizzico di terrore.

Vi immaginate, entrare in quell'universo e chiedere al suo creatore e custode notizie sulla sua felicità e fortuna? No, guardate, mi sono sempre fermato un passo al di qua. Anche perché ogni volta che entravo in  una di quelle librerie ero costretto a rendermi conto che quelle persone (i librai, voglio dire) erano uomini adulti immersi nel loro lavoro.

Ma una cosa non ho mai potuto evitare di dire a me stesso: beati loro che leggono tutti questi libri. Non me lo chiedevo. Era per me una verità e una condizione ovvia. Perché, nell'ottimismo della fanciullezza, pensavo di vivere in un Paese mediamente civile. Almeno mediamente. E in un Paese mediamente civile, i librai leggono i libri che hanno voglia di vendere.

Poi il tempo è passato. Non sono riuscito a trovare il sistema giusto per comprare tutti quei libri, ma in un modo o in un altro i libri li compro e li leggo. Non tutti quelli che compro, ovvio. Mi ci vorrebbe questa vita e l'altra che mi capiterà di vivere nella mia prossima reincarnazione. E ho sperimentato che purtroppo, nella generalità delle cose, non siamo un Paese mediamente civile.

Nella generalità delle cose. Ma la bellezza non sta nella generalità. Sta nelle cose piccole, forse nascoste. Nei desideri mossi dalla consapevolezza che in questi nostri giorni il compito che abbiamo è quello di resistere. A cosa? Vedete un po' voi.

E cosa c'entra tutto questo con il mio blog dove cerco ogni tanto di parlare di libri? C'entra eccome. Perché in questi giorni ho letto tre libri bellissimi (una trilogia, pensate, e io adoro le trilogie) di uno scrittore americano che si chiama Kent Haruf.

E questi libri li ho scoperti frequentando, per uno dei casi della vita, una libreria di Parma che si chiama Diari di bordo. Lì ci ho trovato Alice e Antonello che sono entrambi l'anima e il cuore, le mente e il braccio della libreria.

Ma dov'è la novità? Perbacco! La novità sta nel fatto che si entra in libreria e si chiede cosa si può leggere di bello. Anzi, veramente, si chiede: cosa posso leggere io di bello? Alice e Antonello, che confidano nei tempi lunghi necessari per conoscere le persone consigliano i libri adatti a ognuno. Libri che loro hanno letto e libri che a loro sono piaciuti. E, per quel che mi riguarda, sanno centrare il bersaglio.

Altra sottigliezza: non cercate di estorcere un consiglio sull'ultimo bestseller. Nisba. Niente da fare. Se resistere è la parola d'ordine...

Vorrei essere chiaro. Questo post è una sfegatata pubblicità alla libreria di Alice e di Antonello e al loro modo di essere librai-lettori. Cosa che io adoro.

E fatemi una cortesia: se capitate dalle parti di Parma (e se non avete occasione di capitarci allora andateci di proposito) passate ai Diari di bordo. Credetemi, è un'avventura dello spirito. Che poi ci trovate anche un sacco di persone-lettori da cui sarà difficile staccarvi.
E così anche voi proverete l'ebbrezza, necessaria, di essere "resistenti".

P.S.: come, non ho parlato della  Trilogia della pianura (Benedizione, Il canto della pianura, Crepuscolo) di Kent Haruf? Maddài, state dicendo sul serio?